Qui è solo il vino a parlare!

La nostra è un’azienda agroecologica con cantina situata nell’alta terra ligure di Ponente. Ci erigiamo a difensori dei saperi e sapori antichi, ma soprattutto siamo instancabili innovatori. La nostra missione è la qualità, a 360°.

Al Podere si coltivano 3 ettari di vigneto a Vermentino, Pigato, Grenache e Ormeasco, vigneti strappati alla montagna con epiche opere di terrazzamento in una vallata meravigliosa e scenografica. Si tratta di una viticoltura eroica, che richiede un lavoro manuale nella conduzione della vigna. Vogliamo restituire il sapore di un terroir autentico, ancora inesplorato.

Al vigneto si sposano gli uliveti sparsi nella valle, da cui si estrae con cura l’olio extra vergine monocultivar taggiasco. È a tutti gli effetti un organismo agricolo biodiverso e quindi realmente sostenibile: api, piante officinali, orti, giardini, grani antichi e piante da frutta.

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Abbiamo per anni studiato il contesto globale in cui viviamo,  attinto dalla sapienza dei nostri avi e riunito le migliori conoscenze agronomiche ed enologiche. E poi? Abbiamo lasciato che fosse il vino a parlare.

Una metà del cuore
Matilde

La filosofia è una scelta di vita. Aprire gli occhi di mattina e vedere ogni giorno il mondo con uno sguardo differente, questa è la sua felicità.

Fin da piccola non ha mai rinunciato al contatto con la natura, prima l’andar a cavallo, poi lo studio e il piacere di una vita all’aria aperta. Per questo così affine a Marco, decide di imprimere alla propria vita un forte cambiamento, un radicale cambio di vedute: dalle strade trafficate del centro di Milano alle montagne del Maro.

Mente e cuore del Podere del Maro, ogni giorno con grande passione si occupa della sua gestione, spesso dall’ufficio, talvolta nei campi. Ha un sogno: aprire un maneggio, che sia soprattutto accessibile alle persone con disabilità.

“Il Podere sarà la culla della nostra famiglia, dove vivremo all’insegna dell’ecologia, condivisione e della solidarietà. Ogni giorno riflettiamo sulla nostra scelta, sulle cause e conseguenze: non torneremmo mai indietro. Marco ed io siamo altrettanto convinti di non dover mai dimenticare e staccarci dal nostro passato, dai luoghi della nostra infanzia. Non ci fosse stato quello non ci sarebbe il Podere, nemmeno noi, e il futuro sarebbe totalmente diverso. Cambia lo sguardo dunque, ma la vita rimane sempre quella. Grazie alle nostre famiglie, a tutti coloro che ci sostengono, e se si potesse parlare con loro, alle esperienze, al destino che ci ha portato qui”.

… e l’altra metà
Marco

Determinato, dinamico e creativo: queste sono le principali caratteristiche della personalità variegata di Marco. Molto legato ai suoi nonni, grandi lavoratori e contadini, fin da piccolo dunque ha avuto la possibilità di crescere a contatto con i valori dell’agricoltura. La dinamicità lo ha portato a spendere la sua adolescenza e maturità tra sport, intensi studi e cucina. A 17 anni ha vissuto un anno a Londra, poi è stato rappresentante degli studenti durante gli studi universitari, esperienza per lui molto formativa, che ha lasciato il segno.

Dopo aver conosciuto Matilde, che condivideva con lui la stessa sensibilità, decide di compiere, seppur giovanissimo, una scelta di vita: ritornare all’origine, alla campagna, al vino.

“Ricordo come fosse oggi il profumo umido della cantina, dove vedevo questo grande uomo che beveva da piccoli calici, lo annusava, rideva, parlava tra sé e sé. Poi mi chiamava, e subito a correre da lui, aveva già pronto un pezzo di pane col salame. E infine, un sorso.”

Trasferitosi a Borgomaro, ha cominciato l’avventura che lo ha portato qui oggi. Ha iniziato subito a lavorare nei campi, trasformando e curando il paesaggio intorno a sé, riscoprendo quale fosse quella passione che stava cercando da tempo. L’azienda agricola Podere del Maro lo ha reso un produttore a tutti gli effetti, un uomo felice, che ha ritrovato le sue radici. Ora con Matilde si impegna a coltivarle.

Scopri di più sul nostro vignaiolo

La filosofia del cibo
Beatrice

Durante i suoi studi incontra un faro: Andrea Borghini, professore di filosofia alla Statale di Milano e coordinatore di Culinary Mind, centro di ricerca di filosofia del cibo. Dopo alcuni mesi trascorsi a Boston per scrivere la sua tesi sull’agricoltura del futuro, decide di proseguire lungo questo percorso.
Indagine tanto teorica quanto pratica, che la conduce rapidamente a lavorare in diverse aziende agricole con mansioni che spaziano dall’operativo in laboratorio e nei campi, al cuore delle stesse aziende come organo pulsante e pensante.

Nel tempo siamo diventati amici e collaboratori stretti. La sua mente aperta le permette di partecipare a qualunque attività del Podere; si occupa principalmente degli eventi, dirige il blog aziendale e più in generale partecipa all’indirizzo della comunicazione.

Colui che studia la natura
Patrizio

Patrizio ha da sempre avuto ben chiaro ciò che accomuna e ciò che distingue le parole “biologico” e “biodinamico”: se il prefisso comune greco “bios” significa vita, “logos” rimanda al concetto di ragionamento e conoscenza, mentre ”dinamikòs” è relativo al movimento, all’azione, prodotto di forze che agiscono attualmente e congiuntamente. Dunque prima osservare per capire e poi agire. L’amore per la conoscenza deriva dalla passione per la natura avuta fin da bambino che si è concretizzata poi negli studi in agraria, in anni di attività lavorative e ricerche dedicate all’osservazione e alla comprensione, indispensabili per poter oggi porre in essere l’agire.

… e colui che studia il vino
Davide

Un percorso accademico variegato fra la Chimica Organica e l’Agronomia Viticola, poi il fortunato incontro con Tachis, il mio più grande maestro. Dedizione e studio i suoi più grandi insegnamenti, che dagli anni passati al suo fianco nella direzione Tecnica di Santadi e dell’Agricola Punica mi hanno portato fino ad oggi alla carriera da Libero Professionista. Alcuni fra gli anni più vivaci della mia carriera a Montalcino a fianco dei grandi produttori di Brunello e non contento Nuova Zelanda, UK e USA con Alberto Antonini e il suo staff nella vinificazione di alcune fra le più note varietà di uve Italiane lontano dallo stivale. Nonostante le collaborazioni con le grandi Imprese Vitivinicole Nazionali ed Internazionali amo dedicare il mio tempo anche alle realtà piccole, a volta microscopiche, quando siano frutto di passione e desiderio, sentimenti che ancora oggi sono l’essenza del bello e del buono.

Il giardiniere che ama le api
Natale

Trasferitosi in Liguria da qualche anno, anche lui alla ricerca di un luogo che fosse più a sua misura, è il nostro giardiniere. Non solo, è molto di più: col tempo è diventato un amico fidato, un collaboratore, una fonte preziosa di conoscenze.
Tiene in ordine i giardini, i campi e le piante con uno sguardo sempre volto alla ricerca di una sana biodiversità: per questo, condivide con noi l’approccio biologico e biodinamico. Vero appassionato di apicoltura, nel tempo che dedica al Podere, aiuta a gestire al meglio il nostro apiario.

alpi liguri

L’Alta terra ligure

Il Torrente Maro, parte alta del fiume Impero, da cui Imperia, si snoda nell’entroterra, passando per i piccoli paesi che dalla costa si allontanano sempre più verso le zone di alta montagna, le Alpi Liguri. È qui che si incontra Borgomaro, capoluogo della Valle del Maro.

La Valle, caratterizzabile dunque come un’alta valle rispetto alla “bassa valle” costiera di Imperia, ha, storicamente, vocazione per la coltura dell’olivo taggiasco e della vite a medio-basse quote, mentre, sui crinali prevalgono i boschi e sulle vette i pascoli e i castagneti.

Il più antico documento relativo alla Valle del Maro risale al 1150, quando il vescovo di Albenga concesse ai conti di Ventimiglia di riscuotere le decime ecclesiastiche quali grano, avena, orzo, fichi, vino ed olio. Gli anziani del paese confermano che ancora i loro nonni usavano vivere di queste colture, prolungando così nel tempo una tradizione millenaria. Questo documento è dunque una preziosa fonte di informazioni per capire meglio quale fosse la tradizionale vocazione agricola.

Il terroir

Le alte terre liguri sono particolarmente adatte per la coltivazione della vite. Le belle esposizioni soleggiate rivolte a mezzogiorno, le Alpi che le proteggono dai venti freddi provenienti dal Nord e le brezze del mare che mitigano il clima, rendendolo dolce e temperato in ogni stagione, costituiscono condizioni climatiche ideali per la viticoltura. I versanti delle montagne salgono ripidi dal mare e le vigne sono coltivate ad altitudini comprese tra i 200 e i 500 metri, in presenza di notevoli escursioni termiche, che favoriscono una maturazione lenta e graduale delle uve, con profili aromatici particolarmente intensi e concentrati.

Se tutte queste caratteristiche creano un perfetto habitat naturale per la coltivazione della vite, non altrettanto possiamo dire per la disponibilità di terreni da coltivare e per la conduzione dei lavori in vigna. I vigneti sono spesso strappati alla montagna con opere di terrazzamento, che s’inerpicano sui rilievi in forte pendenza. Un’opera di addomesticamento della montagna, secolare e faticosa, che ha contribuito a creare un paesaggio caratteristico, con vigne di rara bellezza scenografica. Anche oggi il lavoro dei viticoltori è tutto manuale, senza possibilità di meccanizzazione e con difficoltà di vendemmia e trasporto delle uve in cantina. Non a caso la viticoltura è definita “eroica”, proprio per sottolineare la fatica, la dedizione e il sacrificio che comporta. Tutte queste caratteristiche rendono la viticoltura e i vini liguri di montagna ancora più preziosi, sono frutto di un terroir unico e inimitabile.

La “geologia dei suoli” alle basse altitudini è composta da terre rosse di origine marnoso-calcaree con residui organici, mentre, verso l’entroterra si hanno terre brune, prevalentemente argillose e povere di humus, ma qui viene in soccorso la biodinamica, di cui ne siamo assidui studiosi e pratici. Con i preparati biodinamici da spruzzo e grazie a opportune concimazioni con compost autoprodotto continuiamo a rendere queste terre giorno dopo giorno più fertili.

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