NOvembre

Dopo la stagione del vino, Novembre è il mese in cui ci si dedica alla raccolta delle olive e alla produzione dell’olio. I mesi autunnali sono inoltre cruciali per le api: infatti, è il momento in cui si ritirano progressivamente nelle loro arnie, pronte ad affrontare l’inverno. 

Purtroppo, per noi come per molti altri olivocoltori dell’entroterra ligure, è stata un’amara constatazione: dopo l’abbondanza dell’anno scorso e il gelo di Maggio (mese in cui solitamente gli ulivi fioriscono, e hanno perciò bisogno di temperature miti), gli ulivi sono rimasti completamente spogli. Le abbondanti piogge precipitate recentemente in Liguria, hanno fornito il colpo finale e provocato danni ingenti, tra cui quello di far cadere anche le ultime olive sopravvissute: una situazione a dir poco grave, soprattutto per le piccole aziende agricole come la nostra che seguono un disciplinare che non prevede alcun aiuto dalla chimica e opera nel rispetto dei cicli naturali della pianta.

Fortunatamente l’anno scorso di olio ne abbiamo prodotto molto, e ci siamo fatti le nostre scorte, ma questa situazione ci ha fatto riflettere ancora una volta sulla potenza e imprevedibilità dei (reali) cambiamenti climatici in atto e, forse, ci spinge anche a mettere in guardia chi vorrà comprare l’olio nuovo presso rivenditori convenzionali dell’entroterra: sicuramente, c’è lo zampino di qualche potente rimedio poco naturale.

Ci ha colti alla sprovvista anche un altro avvenimento: durante una delle nostre visite settimanali all’apiario, ci siamo accorti che le api stavano diminuendo drasticamente. Preoccupati, siamo tornati più volte, fino a scoprirne la causa: le vespe velutine, uno dei più aggressivi nemici dell’ape, aveva praticamente infestato piano piano la zona. Queste vespe, infatti, seguono un ciclo molto particolare: nei mesi primaverili si nutrono di sostanze zuccherine vegetali, ma quando si tratta di dover passare l’inverno, hanno bisogno di proteine animali. Purtroppo le api, molto più piccole e indifese per il freddo e il numero ridotto, sono per loro un bersaglio facile.
Il fatto più allarmante è che non esistono ancora possibilità di eliminarle, vista la vicinanza agli alveari e la grande sensibilità delle api per gli insetticidi.
Da 10 arnie, ce ne hanno spazzate via ben 7, e tutto nel giro di pochi di giorni!
Abbiamo provveduto a spostare le famiglie rimaste in una zona sicura, ma la perdita delle altre è stata per noi difficile da affrontare. 

La stagione, insomma, non è cominciata con il piede giusto. Ma siamo sempre pronti a ricominciare!

PREC.

L'oliva taggiasca e il suo olio

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