Il vino buono

Cosa significa, oggi, vino buono?
Non si ha la pretesa di darne una definizione definitiva, conclusiva, sommatoria, oltre che impossibile sarebbe inutile, piuttosto si vuole identificare alcuni punti, di scattare una fotografia, darne una descrizione base.

Naturalità: prima ancora del colore, del profumo e del sapore, il vino deve essere figlio di una natura incontaminata, generato senza interferenze, aiutato a crescere e non costruito artificiosamente. In questione non è la presenza umana, ma la sua funzione all’interno del triangolo virtuoso con il territorio ed il vitigno. L’unica via per garantire la piena espressione del territorio e del vitigno è la vinificazione con soli lieviti indigeni, non filtrare il vino e non usare prodotti sistemici in vigna e altre pratiche invasive.

Territorio
Territorio e vitigno = natura
Tecnica e creatività = uomo
Nell’uva è già presente il vino, l’uomo deve saperlo estrarre attraverso la tecnica e la sua creatività.
Il vino naturale è quello che asseconda la natura e non la contrasta.

Sintonia con il cibo. Il vino vive nel matrimonio con il cibo.

Salute. Da sempre sono state riconosciute le proprietà curative del vino.
Questo ha senso solo quando è custodita la vitalità della terra, dalla quale deriva il potere salutistico di tutti i suoi frutti.

Un degustatore deve avere l’ambizione di riconoscere nei vini queste quattro qualità.

La bontà di un vino è legata indissolubilmente all’onestà di chi lo produce. Solo l’incontro con il produttore può essere utile al fine di valutare la reale bontà di un vino. Oggi la maggior parte delle certificazioni sono corrotte. Noi lo denunciamo ogni giorno, a difesa dei nostri diritti e dei consumatori.

I vini buoni. Come degustarli.

La nuova viticoltura è sempre più sensibile al rispetto dei luoghi in cui si pratica e alle espressioni naturali dei singoli vitigni, spinta anche da una ricerca da parte del consumatore di prodotti salubri, buoni, veri. La tendenza è così forte da aver profondamente influenzato l’approccio alla degustazione. Il gusto si è lasciato alle spalle la rigidità imposta dall’estetica enologica a favore di gusti territoriali e naturali.
I vini oggi, senza saperlo, tornano ad essere come quelli di un tempo: distanti dalla perfezione formale cara ai tecnici, radicati nell’origine geografica, ottenuti da una viticoltura rispettosa, sono vini che manifestano espressività irregolari.

Per questi vini è necessaria una nuova forma di degustazione. Noi proponiamo la degustazione letteraria, in cui a sorsi di vino seguono fiumi di parole. Se siete con noi, scriveteci!

PREC.

Marco, il vignaiolo, si racconta

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