Il Fagiolo di Conio

Quasi tutti ormai conoscono il movimento di Slow Food e i suoi presidi, che “sostengono le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvano dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta”.

Questo è proprio il caso dei fagioli coltivati da Giusy Librando a Conio, un piccolissima frazione del comune di Borgomaro arroccata su un pendio del Monte Grande, in uno dei punti più alti della Valle del Maro. È circondato da boschi, riserve di acqua sorgiva, terrazzamenti, muretti a secco, uliveti di cultivar taggiasca e mulattiere, in uno scenario che rivela tutta la tipica scenograficità dell’entroterra ligure di ponente.

L’unicità del fagiolo bianco di Conio, che lo ha reso presidio Slow Food e che ha reso Giusy presidente del Consorzio di Tutela, sta sia nell’essere una varietà molto pregiata, sia di derivare da una pratica di coltivazione antichissima. La sua raccolta avviene a mano secondo metodi tradizionali, fatto che rende questa realtà una delle ultime nel suo genere. Si tratta dunque di un tassello importante della storia del luogo e della nostra cultura contadina, per questo deve essere tutelato.

La sua produzione è limitata alla zona di Conio, nei campi più alti ed esposti al sole, e dove le sorgenti sono pure e ricche dei sali minerali essenziali alla crescita di questa varietà, che oltretutto è coltivata secondo il metodo biologico, che prevede il divieto di utilizzo di diserbanti. Inoltre, data l’impossibilità di accesso ai campi da parte di mezzi agricoli, anche la pulizia dei campi avviene manualmente. I fagioli sono seminati a giugno e raccolti in autunno, quando i bacelli seccano naturalmente sulla pianta: successivamente sono separati dalla scolza e selezionati a mano, da Giusy e i suoi familiari.

È un fagiolo veramente unico e prelibato: la sua buccia è molto morbida e si scioglie in bocca, quindi è l’ideale per essere cucinato e gustato anche da solo, condito con un filo di olio extravergine di oliva taggiasca o in una zuppa calda. Il suo è un sapore delicato. Solitamente il fagiolo si accompagna ad un piatto di carne, ma si tratta qui di un prodotto talmente delicato da poter essere accostato anche al pesce, unendo così i sapori dell’entroterra a quelli della riviera.

Vieni a degustare il Fagiolo di Conio al nostro bistrò!

PREC.

Consiglio di lettura - smarketing

SUCC.

Il Brandacujun, una tradizionale ricetta ligure

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

× Possiamo aiutarti?