Il cambiamento climatico ridisegna la geografia, i profumi e il gusto del vino

Insieme al clima, cambierà il vino e il nostro modo di intenderlo

A causa del cambiamento climatico le zone adatte alla coltivazione della vite si sposteranno sempre più a nord (o più a sud, a seconda dell’emisfero) e ad altitudini sempre più elevate. Quelle che sino a ieri costituivano la culla favorita della vite, oggi e nel vicino domani diventano inospitali a causa della siccità e dei fenomeni climatici avversi e sempre più imprevedibili.

Le rilevazioni di Wines of Great Britain confermano il progressivo adattamento della vite nelle regioni settentrionali dell’Europa. Tra il 2000 e il 2018 i terreni coltivati a vite in UK sono triplicati. Solo nello scorso anno sono state impiantate 1,6 milioni di barbatelle.

Non solo la geografia, ma anche il profilo organolettico. Nelle regioni oggi più vocate si tende ad anticipare la vendemmia per non incorrere in un’eccessiva maturazione tecnologica delle uve. Anticipando la raccolta si impedisce all’uva di godere degli sbalzi termici tra giorno e notte, tipici dei mesi autunnali e fondamentali per l’eleganza e la varietà olfattiva del vino. Le uve saranno mature dal punto di vista tecnologico (rapporto tra acidità e zucchero), ma non da quello aromatico. Anche la maturazione fenolica (che riguarda l’accumulo delle sostanze coloranti e gustative nelle bucce) risulterà troppo rapida, così i risultati di colore e gusto a cui siamo abituati verranno disattesi.

La cosa buona e bella è vedere che il mondo del vino è tutt’altro che fermo, è in vero e proprio fermento! Il nostro gusto evolverà insieme al vino e al clima. Con questo non si vuole giustificare il cambiamento climatico, che va contrastato con tutte le misure a disposizione, piuttosto analizzare e prevedere le nuove rotte le vino. Buona degustazione a tutti.

PREC.

Accompagnare gli agricoltori di oggi e di domani

SUCC.

Enocentrico